BRENTELLA: Pavan, Rocco, Donà, Pendini, Corradini, Molinari, Toniato (dal 25’ s.t. Galtarossa), Morandin, Bianchi (dal 35’ s.t. Allegri), Rizzo, Lunardi (dal 29’ s.t. Tondello).All.: Pezzato.
S. GIACOMO: Pizzo; Borsetto, Zanatta F., Toniolo; Cecchinato, Bolzonella (dal 15’ s.t. Rizzo), Greggio (dal 1’ s.t. Vendramin), Conti Borbone (dal 35’ s.t. Ranzato); Barison Ale., Rana (dal 20’ s.t. Ercole), Noventa (dal 45’ s.t. Tamburin). Non entrati: Benetti e Giantin. All.: Barison Ant.
RETI: Rizzo (SG) al 17’s.t.
ASSIST: Barison Ale.
AMMONITI: Zanatta F., Toniolo, Bolzonella e Greggio.
ESPULSI: Ercole al 41’ s.t.
NOTE: giornata umida e piovosa, fondo del terreno simile ad un acquitrino. Spettatori una trentina circa.
PADOVA – Vince il S. Giacomo, pur non convincendo a pieno, e conserva la prima posizione in graduatoria con due punti di vantaggio sugli inseguitori Sarmeola A.S.D. e San Lorenzo.
La giornata di domenica si preannuncia bigia sin dalle prime ore della mattina, con nuvole nere che addensano il cielo e riversano acqua sulla terra. Chi ne risente di più sono, oltre al terreno di gioco inzuppato all’inverosimile, i nostri eroi wine-coloured, svegliatisi con un’ora di sonno in più ma con tanta meno voglia di affrontare una battaglia. O meglio, la voglia c’era. Si sa, però, come funzionano certe cose. Ci si alza dal letto con gli occhi ancora impastati di sonno e cacchette delle ciglia, si tira su la serranda della camera e… Merda, che sorpresa! Piove. Governo molto ladro (per non dire altro). Non si vede nulla. È a quel punto che perdi un po’ la voglia di scendere in campo con spirito guerriero. Qualcosa scatta dentro te… forse è apatia.. forse è voglia di stare dentro al letto per tutto il pomeriggio e saltare a pie’ pari un impegno pomeridiano che risulterà umido, fangoso e freddo. Invece no, il freddo non c’è. Ma l’umidità compensa ampiamente tale mancanza.
LA PARTITA – Il match andato di scena alle Bretelle si preannuncia molto scoppiettante. Le due compagini si affrontano a viso aperto, creando limpide occasioni da rete. Dopo pochi minuti, è il S. Giacomo a prendere in mano le redini del gioco ed a menare le danze. I locali cominciano a balbettare e si disuniscono. I wine-coloured insistono, sbagliano un paio di buone occasioni, poi… poi si spegne la luce ed è notte fonda per i granata, ieri in versione blaugrana. Sono passati venti minuti dall’inizio del match, forse qualche giro di lancette in più. Da quel momento in poi, per gli uomini di Ant. Barison è un continuo rinculare nella propria tre quarti. Dapprima con ordine, poi comincia ad aprirsi qualche falla, ma Pizzo fa buona guardia e non si lascia prendere dall’emozione del ritorno in campo dopo quasi un mese di panchina. Tutto sommato, però, Greggio e compagni riescono ad arginare sufficientemente bene l’offensiva avversaria per tutta la prima frazione di gioco. Tornati in campo dopo il consueto tè caldo e dopo la consueta “carne” distribuita a iosa dal tecnico granata, le due formazioni cominciano un’altra partita. Il Brentella vuol vincere, e si vede. Non che il S. Giacomo voglia perdere, intendiamoci, ma le intenzioni dei ragazzi restano grezzi pensieri isolati nel marasma di input che arrivano dalla panchina, dai compagni e dagli spalti. E poi c’è la pioggia, maledetta, ad inzuppare e mandare in tilt quelle poche sinapsi ancora in grado di esprimere qualche concetto sufficientemente sensato da mettere in pratica su quel che resta del terreno di gioco. Comincia la girandola di cambi, le formazioni vengono radicalmente modificate, ma la sostanza non cambia: il Brentella attacca e Pizzo erige una personale Maginot a difesa della propria imbattibilità. Vi riesce in maniera eccelsa, al punto da meritare i sinceri complimenti di tutti. Il S. Giacomo prova a distendersi avanti, lo fa anche pericolosamente (a tratti), ma pure il portiere avversario non è da meno del suo collega e resta molto concentrato. Fino all’ingresso di Rizzo, il Wolf della situazione, ovvero colui che risolve problemi. Dategli solo qualche minuto per capire quel che c’è da fare. Di minuti ne passano due. Dopo aver preso le misure, lo spilungone riceve palla da Ale. Barison e dal limite dell’area di rigore lascia partire un fendente rasoterra che s’insacca a fil di palo. Vano il protendersi in tuffo del goalkeeper avversario. È la rete dell’1-0, rete che scatena la furia cieca degli avversari (agonistica, beninteso), i quali provano a mettere alle corde la frastornata formazione ospite. Là dietro, però, più o meno non si passa. L’arbitro fischia la fine tra la rabbia dei locali che maledicono la dea bendata; gli ospiti, invece, se la ridono sotto i baffi e rientrano negli spogliatoi per la doccia finale che toglie ogni residuo di fango dai volti marcatamente segnati dalla fatica.
MORALE DELLA FAVOLA – Ci sta di giocar male, talvolta. L’importante è che non diventi un’abitudine. Alla fine è giunta una vittoria, forse non completamente meritata viste le occasioni maturate nel corso dei 90’ di gioco, ma sicuramente nessuno può negare che i ragazzi abbiano lanciato il cuore oltre l’ostacolo. L’avversario non era trascendentale, d’accordo, ma il campo e la situazione meteo giocavano a netto sfavore dei wine-coloured. Dimentichiamo la gara e concentriamoci sulla prossima, quando al St. James’ scenderà il Brusegana S. Stefano. Godiamoci un paio di giorni di assoluto relax, poi da martedì torneremo a tuffarci nell’oceano di concentrazione che conduce al match di domenica pomeriggio. Ogni gara è una storia a sé, ogni gara è una battaglia che si deve vincere.
MEN OF THE MATCH – Pizzo, citato in un paio di occasioni nell’articolo, merita naturalmente la palma del migliore in quanto diversi suoi interventi prodigiosi hanno salvato il S. Giacomo dalla capitolazione. Ma tra gli uomini-eroi dell’incontro di domenica scorsa non dimenticherei Rizzo, autore del bellissimo goal che ha consegnato i tre punti alla formazione granata e, dulcis in fundo, Cecchinato, motorino inarrestabile che ha arato la fascia destra per tutti i 90’, mettendo sotto pressione l’intera fascia sinistra avversaria.
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