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03 febbraio 2011

CALCIO MONTEGROTTO T.-S. GIACOMO A.S.D. 3-0 (recupero 10^ giornata)

primo tempo: 1-0
S. GIACOMO: Benetti; Buson, Cacco, Toniolo, Friso (Rana); Cecchinato, Bolzonella (Giantin), Rizzo, Vendramin (Ale. Barison); Ranzato (Mazzuccato), Noventa. All.: Ant. Barison.
MARCATORI: uno di loro al 15' p.t.; un altro al 5' s.t., l'ultimo al 46' s.t..
NOTE: spettatori una sessantina circa, che si cagavano in mano dal gran freddo. Ammonito Friso. Recupero 2' e 5'.
MONTEGROTTO TERME - In una freddissima serata del mese di febbraio, tra i battiti delle dentiere di una sessantina di tifosi presenti sugli spalti ed i movimenti tellurici intestinali scatenati dalla rigida temperatura, il S. Giacomo cola a picco di fronte ad un avversario molto ben organizzato. Il risultato, purtroppo, non fa una grinza: non ci si può appellare a presunti torti arbitrali. O alla sfortuna. O alle assenze. Il 3-0 finale pesa come un macigno sulle sempre-più-curve spalle wine-coloured, che hanno dimostrato di trovarsi in enorme difficoltà di fronte ad una squadra che ha spesso giocato di prima e con la palla a terra. Ha giocato a calcio, cioè. Poi, vabbè, possiamo continuare a dire quel che realmente non pensiamo, possiamo continuare ad illuderci che possiamo ancora farcela, e che la squadra c'è, e che quando recupereremo gli assenti, e quand'anche la fortuna tornerò a girare dalla nostra parte...
Ahò, ma quanto cazzo è lungo il dito dietro al quale ci nascondiamo?
A proposito di dito. Non mi piace puntare il dito sulla gente ora che non sono della contesa. Però da fuori -dagli spalti, intendo- si vedono delle cose che in mezzo al terreno di gioco vengono coperte da fango, rabbia e fatica. E lacrime.
ECCO COSA HO VISTO IERI - Il Montegrotto è parsa una buona formazione, dotata di elementi niente male che ha messo più e più volte in difficoltà i granata sul lato sinistro del campo. Non è bastata l'inversione dei terzini: in quella zona i locali manovravano di prima e rasoterra e si ritrovavano in men che non si dica davanti a Benetti. Tatticamente, il S. Giacomo era disposto malino in campo, e per 90' nessuno ha capito che, magari, perlomeno da quel lato, un centrocampista avrebbe dovuto rinculare di più e meglio. Pazienza. Il dato più raccapricciante è però determinato dalle azioni costruite dal S. Giacomo. Volete sapere quante? Zero assoluto. Nessuna azione costruita in 97' minuti. Cazzo, oh, novantasette minuti sono tanti da passare! Novantasette minuti sono 5.820 secondi! Cazzo, in un paro de sti (quasi) seimila secondi una cazzo di idea offensiva non ha attraversato manco di striscio la vostra mente? Com'è possibile non costruire neppure un'azione?
Se cercate sul vocabolario la parola azione troverete codesto significato: l'agire, l'operare, il fare, COME MANIFESTAZIONE DI VOLONTA'.
Ergo, il buttare avanti la palla nella speranza che qualcuno la butti dentro... che sia un attaccante o un avversario poco importa, l'importante è che la rete si gonfi... non è una manifestazione di volontà, bensì un incrociare le dita nella speranza che il miracolo avvenga.
Il miracolo non esiste, ragazzi. Volete capirlo o no? Così come le madonne non piangono sangue, così come i morti non risorgono, così come dal coma irreversibile non si esce, è altrettanto vero che con l'improvvisazione calcistica non si va da nessuna parte. Certo, la speranza è l'ultima a morire. Ma la speranza va anche alimentata, ad esempio da una fitta trama di passaggi tra giocatori che in campo sono disposti ciascuno nella propria zona di campo. Correndo in mezzo al campo invece di camminare. Oppure chiamando l'uomo al proprio compagno di squadra. Oppure non fermarsi dopo aver perso la palla. Tante goccioline riempiono il vaso, ragazzi! Si deve reagire, e nessuna scusa è lecita. 
Nes-su-na.
Ciascuno di noi ha una testa pensante, e sa benissimo che con l'improvvisazione non si va lontano. Ci vuole il giocare la palla, il farla girare, il farsi trovare liberi e smarcati, il rincorrere l'uomo, il dare una mano ai compagni in difficoltà, l'applaudire gli errori premiando l'intenzione. Ci vuole lo spirito di sacrificio. Oppure si resta dove siamo, nella palude del sesto posto, fatta di rari colpi di genio e di tanta sregolatezza. Il campionato è ancora aperto, primo posto a parte. Ora sta a noi dimostrare che siamo qualcosa in più di quello che la classifica impietosamente mostra. Quel qualcosa in più la fanno gli uomini. Nessun altro.

12 gennaio 2011

16^ giornata: S. GIACOMO-GIARRE 3-2

S. GIACOMO: Pizzo; Buson, Toniolo, Cacco, Friso; Cecchinato, Greggio, Rizzo, Barison Ale,; Tamburin, Noventa. 
In panchina: Tono, Bolzonella,
All.: Barison Ant.


MARCATORI: Cecchinato (2), Buson


ST. JAMES' - La squadra di capitan Tamburin, trascinata da uno strepitoso Cecchinato, conquista i tre punti in palio e riprende la marcia d'inseguimento alla vetta dopo lo scivolone interno di giovedì scorso contro il Sarmeola. E' stata una partita molto sofferta, contro un avversario mai domo, e che ad un certo punto aveva cominciato a rompere una cifra il cazzo. Ma a levar le castagne dal fuoco è stato il redivivo Buson con un gran tiro da fuori che ha lasciato di stucco in primis sé stesso, poi il portiere avversario. Intervistato a fine partita, Buson ha dichiarato di voler dedicare il gol a circa 1.215 persone, cominciando ad enunciare il lungo elenco. Dopo il secondo nome, nel raggio di un chilometro erano rimasti solo lui ed i cinesi del bar. Che tanto, a quelli, gli puoi pure svuotare un camion di letame dietro al bancone: imperterriti restano lì. Al massimo controllano la suola delle scarpe per vedere se hanno pestato una merda.

08 gennaio 2011

rec. 13^ giornata: S. GIACOMO-SARMEOLA 1-4 (primo tempo: 1-1)

S. GIACOMO: Pizzo; Borsetto, F. Zanatta, Toniolo, Friso (dal 25' s.t. Tamburin); Bolzonella, Rizzo (dal 30' s.t. Greggio), Casotto (dal 15' s.t. Vendramin), Barison Ale.; Cecchinato; Noventa (dal 20' s.t. Fiorin). Non entrati: Tono, Buson e Cacco. All.: Barison Ant.
MARCATORI: Zanatta F. (SG) al 15' p.t., uno di loro al 25' p.t.; un altro di loro al 10' s.t., un altro ancora di loro al 13' s.t., n'artro scassacazzi al 45' s.t.
ESPULSI: Zanatta F. (SG) al 35' s.t., Borsetto (SG) al 40' s.t.
NOTE: giornata uggiosa, freddo pungente, terreno abbastanza derelitto. Spettatori una settantina circa. Recupero 2' + 4'
S. GIACOMO - Al cospetto di una scarsa cornice di pubblico a causa dello sciopero dei tifosi wine-coloured organizzato in mattinata per protestare contro le avverse condizioni meteorologiche (sit-in nel piazzale antistante la chiesa di S. Giacomo con fitto lancio di stronzi appena cagati sulle macchine di passaggio), la formazione giacomense allenata da Antonio Barison si lascia irretire dalla capolista che, dopo lo spavento iniziale, reagisce e sfrutta al meglio due disattenzioni difensive locali per condurre in porto il match. E, ahimé, anche per portare a sei le lunghezze di vantaggio dai granata. Intendiamoci, mai classifica fu più bugiarda, dato che il S. Giacomo -assieme al Montegrotto ed al Pio X Abano- è la compagine con meno partite disputate: 11 (contro le 13 disputate dalla prima della classe). Teoricamente, perciò, Rizzo e compagni sarebbero virtualmente in testa alla graduatoria. Ma non mettiamo il cazzo davanti ai buoi; piuttosto, teniamoli sempre davanti perché i buoi, oltre ad incornare, te lo possono piazzare nel culo e l'uccello di un bue non è certo quello di un microfallico cinese!!! Dunque, onde evitare inutili laceramenti di sfintere, cerchiamo di riprendere il corretto cammino e di tornare alla vittoria sin dalla prossima giornata. Dimentichiamo il passato e torniamo a mirare ai tre punti. Solo quelli servono, solo quelli scuotono la classifica. Il match di ieri è stato un incontro strano, sembrava ampiamente alla portata dei nostri eroi, nonostante l'inopinata espulsione di Zanatta F. nel primo parziale. Ad inizio secondo tempo, però, due clamorose disattenzioni difensive (entrambe su palle inattive) hanno permesso al Sarmeola di passare in vattaggio prima, e di mettere in cassaforte i tre punti poi. Il tutto è avvenuto in appena 3' in occasione di due identiche azioni. Di lì in poi i wine-coloured hanno provato ad attaccare, ma sterilmente. Qualche azione degna di questo nome è stata pure costruita, ma l'attacco ha confermato di avere le polveri bagnate così da rendere innocui i (seppur pochi) tiri scagliati contro la porta avversaria. Nel finale gli ospiti hanno arrotondato ulteriormente il punteggio, aggiungerei immeritatamente, ed infine c'è stato l'episodio dell'espulsione di Borsetto che, ai più, è sembrata esagerata. Ma tant'è: domenica prossima, in casa contro il Giarre, mister Barison dovrà fare a meno di mezza difesa. Ma non ci saranno scuse: domenica si deve vincere, giocasse anche Nicolò!

06 dicembre 2010

12^ giornata: S. GIACOMO-S. PRECARIO 1-1 (primo tempo: 0-0)

1 S. GIACOMO A.S.D. primo tempo: 0-0 S. PRECARIO 1
G AS AM ES S

S ES AM AS G




17' st Pizzo 1










Borsetto 2










Zanatta F. 3









1 st Toniolo 4










Cecchinato 5









25' st Greggio 6










Rizzo 7










Conti Borbone 8










Barison Ale. 9










Fiorin 10





1G


KNoventa 11





IN PANCHINA




17' st Tono 12









1' st Ercole 13










Giantin 14









35' st Bolzonella 15










Mazzucato 16










Vendramin 17









25' st; 35' st Ranzato 18










Barison Ant. ALL. Gallob




Arbitro:
RETI: n. 10 (SP) al 13' s.t., Noventa (SG) su rigore al 30' s.t.
ASSIST: -
WINE COLOURED ASSENTI: Zaramella infortunato; Rana squalificato;
AMMONITI: Toniolo, Greggio, Fiorin e Noventa
ESPULSI: -
NOTE: giornata fredda ma serena, terreno gibboso e pesante, spettatori una cinquantina circa con rappresentanza ospite. Recupero 2' e 4'+1'


S. GIACOMO - Vittoria doveva essere... e pareggio è stato! Contro un ostico e ben disposto S. Precario, i wine-coloured sudano le proverbiali sette camicie per arginare prima e rimontare poi l'avversario. I coriacei padovani hanno sciorinato un gioco discreto, tenendo in mano il pallino dell'incontro per buona parte del match. Ed anche quando sono rimasti in dieci, gli ospiti hanno continuato ad affrontare il nemico a viso aperto, senza abbassare mai lo sguardo, al punto da far passare in secondo piano l'inferiorità numerica. Beh, vabbè, lo sapevano anche i muri. Le ultime cinque giornate di campionato rappresentano altrettante battaglie per mantenere la leadership della graduatoria respingendo gli assalti delle inseguitrici. Un calendario sorprendentemente divertente, che relega proprio nelle ultime giornate del raggruppamento una serie di sfide d'alta quota, tutte concatenate tra loro. Dunque, gli equilibri sono davvero precari, spettacolo e colpi di scena sono garantiti.
SI COMINCIA alle 14:30 sotto un pallido sole a fare da cornice, ed un freddo pungente che sferza i corpicini dei 22 atleti. Almeno, però, non c'è vento. Nonostante il campo sia decisamente pesante, gli uomini vestidi di rosa (i locali) e di granata (gli ospiti) non lesinano energie e si affrontano a viso aperto. Ma sono i secondi a fare la partita. Clamoroso il palo interno colpito dall'avanti del S. Precario (numero 11, occhio a questo ragazzo, ha talento) con la palla che danza sulla linea di porta e conclude la sua corsa sul fondo, lambendo il palo opposto. Una danza che Pizzo apprezza con una lacrima di commozione; se dagli occhi o dall'uccello fate voi! Era comunque una lacrima. Ed era comunque sincera commozione. I wine-coloured arrancano, faticano a tenere il passo degli avversari, contenerli non è facile. In ogni caso, la prima frazione scivola via con qualche recriminazione da parte della compagine allenata da Gallob. Che dire dei nostri eroi? Hanno lottato caparbiamente per tutti i primi 45' di gioco risultando terribilmente abulici in zona offensiva al punto da non riuscire a creare grossi pericoli. Il dato terrificante è rappresentato dai tiri nello specchio della porta avversaria: nessuno.
Alla ripresa delle ostilità la compagine allenata da Ant. Barison presenta una variazione importante: fuori Toniolo per un lieve risentimento muscolare, dentro Ercole. Sembrano più vivaci, i granata (che, come detto, ieri indossavano eleganti casacche rosa per esternare il lato femminile della loro mascolinità), ma passano in svantaggio a causa di una svista arbitrale che non rileva un evidente fuorigioco del numero 10. Metterla dentro è un gioco da ragazzi per il fantasista del S. Precario. I wine-coloured, feriti a morte e colpiti nell'orgoglio, provano a reagire, ma stavolta manca qualcosa rispetto al solito. La squadra sembra effettivamente frastornata, incapace di imbastire una lucida azione di gioco. Si procede a tentoni, così sono gli ospiti ad avere tra i piedi l'occasione per chiudere il match, ma stavolta è la traversa a salvare Rizzo e compagni. E' sempre il numero 11 a colpirla. Si fa male Pizzo in uno scontro di gioco, viene sostituito dall'esordiente stagionale Tono, che da quel momento in poi resterà sostanzialmente inoperoso. La partita comincia a ristagnare a centrocampo, le azioni muoiono sulla tre quarti, fino al guizzo di Noventa che aggredisce lo spazio, entra in area e lì viene steso senza grossi complimenti. E' calcio di rigore. E' lo stesso giocatori ad incaricarsi della battuta, e non fallisce. Parità. Poco dopo arriva l'espulsione del numero 2 ospite. Passano lentamente una manciata di minuti, la la palla buona capita stavolta sui piedi di Ranzato; è forse la più ghiotta delle occasioni, ma il punteros giacomense tira addosso al portiere. Nella circostanza si fa male, così viene sostituito anche lui. Quanto ad occasioni da rete, in pieno stile terza categoria, la gara finisce lì. Il resto è tutto corsa, lotta nel fango, colpi proibiti, urla disperate e arrembanti proteste all'arbitro. La voglia di vincere pare oramai evaporata in ambedue le squadre. Le energie profuse sono state tante, le paure pure, meglio tenersi stretto questo misero punticino abbozzando un bel sorriso. Certo, è un brodino riscaldato. Ma è certamente meglio di un digiuno completo!

15 novembre 2010

9^ giornata: LION-S. GIACOMO 1-0 (primo tempo: 1-0)

1 LION p.t. 2-0 A.S.D. S. GIACOMO 0
G AS AM ES S

S ES AM AS G





Flaminio 1 Benetti









Minopoli 2 Borsetto









Bonetti 3 Zanatta F.








26' st Bortolotto 4 Toniolo







30' st
Noventa Al. 5 Cecchinato









Cesaro 6 Bolzonella 30' st



10' pt



Rossi 7 Barison Ale. 40' st








Boscato 8 Conti Borbone









Callegaro 9 Noventa (K) 15' st








Cesarotto 10 Fiorin








25'st Dinang 11 Rana
20' st


IN PANCHINA






12 Pizzo








26' st Sattin 13 Ercole










14 Friso










15 Vendramin 15' st









16 Greggio








25' st Suman 17 Casotto 30' st









18 Tamburin 40' st









ALL. Barison Ant.




Arbitro: Bergamo di Padova
RETI: Rossi (L) al 10' p.t.
ASSIST: -
WINE COLOURED ASSENTI: Zaramella e Buson infortunati; Ranzato non convocato; Rizzo squalificato
AMMONITI:
ESPULSI: Rana (SG) al 20' s.t.; Noventa Ale. (L) al 30' s.t.
NOTE: giornata umida, a tratti soleggiata. Terreno leggermente pesante. Spettatori 150 circa. Recupero 2' e 4'




LION – Sette vittorie consecutive mettono le ali, come la Red Bull. Sette vittorie consecutive rendono una squadra spocchiosa agli occhi degli avversari. Sette vittorie consecutive fanno acquisire maggiore sicurezza nei propri mezzi. Sette vittorie consecutive aumentano esponenzialmente il rischio che la serie venga stoppata malamente. Succede proprio così. Esattamente domenica scorsa, al cospetto di un mediocre avversario, in un derby particolarmente sentito. E il S. Giacomo si ritrovò col culo per terra... Ed ora è ancora lì, ad annaspare nella polvere, in preda ad uno stato confusionale che agita nervosamente i pochi neuroni ancora vivi, gli occhi spalancanti ad esprimere stupore, come se l'abitudine a vincere escludesse automaticamente la sconfitta. Invece no, talvolta si perde. E, quando ciò avviene, niente è più come prima. La pelle trattiene a sé la fatica e il dolore, rilasciandoli lentamente ma costantemente in modo tale da permeare ogni centimetro del nostro corpo di sensazioni spiacevoli, flash improvvisi di una bruttissima partita nella quale il protagonista assoluto è stato il non gioco. Da parte di entrambe le squadre, intendiamoci; dal mio punto di vista, non vale la solita giustificazione che “questa è la terza categoria”. No, assolutamente. Si può giocare con onore anche avendo due incudini al posto dei piedi. Ieri, di onore, non se n'è sentito neppure l'odore. Sia ben chiaro: questa è una polemica generale, nessun riferimento a chicchessia. Sotto accusa è il non gioco, tutto qui. Però un sassolino della scarpa me lo voglio togliere. Bergamo. Mi sembra di aver capito così, all'appello. Non è il nome della città, bensì di un mezzo uomo che indossava la giacchetta nera e si faceva chiamare “arbitro”. È un mezzo uomo colui che al 94° circa, in pieno recupero, non assegna un chiaro rigore per fallo di mano entro l'area. Mi spiace, non ho altre parole per giustificare un comportamento simile. Non credo nella mala fede, credo piuttosto che una persona o li ha, o non li ha. Sto parlando dei coglioni. Se non li hai, sei un mezzo uomo. Così, il mio invito è di andare a fare qualcos'altro che sia il più possibile lontano da un campo di gioco. Lì in mezzo ci vogliono le palle.
IL MATCHSceso in campo con un inedito modulo tattico, il San Giacomo impiega una ventina di minuti per inquadrarsi in mezzo al campo. È troppo. Il Lion è già in vantaggio e si è arroccato nella propria area di rigore a difesa del vantaggio acquisito. Mancano una settantina di minuti alla fine del match, tutto è ancora possibile, ma si respira un'aria strana in campo, ed anche in panchina. Qualcosa non gira come dovrebbe. Nel primo parziale si contano due o tre ghiotte occasioni capitate a Rana e Cecchinato, ma tutto ciò avviene per mera improvvisazione, non già conseguenza di azioni costruite con una certa logica. Il che avalla l'ipotesi dell'aria strana di cui sopra. Durante l'intervallo mister Barison cerca di catechizzare i suoi e di spingerli verso il successo. Ma nel secondo tempo le cose peggiorano. Le punte sono ferme, i loro movimenti prevedibili e le loro conclusioni inesistenti. Il centrocampo fa quel che può, ma è troppo poco e si rende assai prevedibile; resta il fatto che, comunque, inventar qualcosa è piuttosto difficile visto che il Lion si difende in otto, poi in nove (finirà in dieci entro l'area di rigore). Ci si incaponisce per vie centrali, tralasciando le fasce che, magari, avrebbero potuto allargare le strette maglie difensive di Cesaro e compagni. All'improvviso, come un fulmine a ciel sereno, la mannaia del referee si abbatte sull'incolpevole Rana, reo a suo dire di una triplice bestemmia. La cosa è tragicamente (o tristemente, fate voi) comica: non ho mai sentito bestemmiare l'attaccante wine-coloured. Che, all'uscita dal campo, certo che ne spara di porchi! A ragion dovuta, stavolta. Qualche minuto dopo, viene ristabilita la parità numerica grazie all'espulsione per doppia ammonizione di A. Noventa, reo di un durissimo fallo da tergo su Vendramin. Fallo che ai più era sembrato da cartellino rosso diretto. Siamo comunque agli sgoccioli del match. Confusamente avanti, il S. Giacomo cerca di gettare il cuore oltre l'ostacolo provando a pervenire al pareggio in tutti i modi, ma nessuno è quello vincente... anche perché è molto difficile segnare senza tirare in porta. I giacomensi spingono generosamente fino al novantesimo, poi arriva il fischio finale che fa impazzire di gioia i biancoverdi locali, e masticare fiele agli ospiti granata.
E ORA? Beh, signori, direi che nulla è cambiato. Martedì e venerdì si effettueranno i consueti allenamenti e domenica prossima, al St. James', affronteremo il Montegrotto, che nell'ultima di campionato ha strapazzato il S. Lorenzo tra le mura amiche (5-1 il punteggio finale). Sarà un incontro difficile, in cui ambo le compagini proveranno a vincere; ma solo una vi riuscirà, o forse nessuna. Dipende. Si vedrà. Lapalissiano, vero? Colpa vostra, fate dei pensieri e delle vostre paure del cazzo e vi agitate per un nonnulla! Pensiamo a giocare e a vincere, altro non è concesso. Andare avanti senza mai fermarsi, è questo l'obiettivo.